Amai - Saba [Commento, Riassunto e analisi strutturale]

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    1 Amai parole frammentate che nessuno osava dire...
    mi piaceva molto la rima fiore e amore che è quella più vecchia e più difficile
    Amavo la verità che era in fondo a queste parole come un sogno ormai perso, che il dolore riscopre amica.
    Con paura il cuore le fa da compagno, il dolore si accosta e più non ti abbandona
    ti amo a te che mi ascolti e amo la carta vincente che uno lascia alla fine del gioco!


    3 Amai

    Amai trite parole che non uno
    osava. M’incantò la rima fiore
    amore,
    la più antica difficile del mondo .

    Amai la verità che giace al fondo ,
    quasi un sogno obliato, che il dolore
    riscopre amica. Con paura il cuore
    le si accosta, che più non l’abbandona.

    Amo te che mi ascolti e la mia buona
    carta lasciata al fine del mio gioco.


    Analisi metrica

    La poesia è composta di 3 strofe, due quartine e una distico. I versi sono tutti endecasillabi (9), tranne il terzo che è un trisillabo, così che il poeta evidenzia la parola amore, tema ricorrente nella poesia. Le rime tranne nel primo e nell'ultimo verso, sono baciate. La poesia è caratterizzata da un ritmo lento e solenne.

    Schema della rima

    X
    A-A
    B-B
    A-A
    C-C
    y

    Analisi tematica

    La poesia ruota intorno ai due campi semantici “amore” e “verità”. Il componimento poetico è una sorta di “testamento spirituale”, in cui il poeta parla del suo amore per la poesia semplice. Infatti Saba viveva in un’epoca di grandi trasformazioni di tecniche riguardanti la poesia. Il poeta, al contrario dei suoi contemporanei, invece ama la poesia semplice e diretta, di più facile significato. In questa poesia si riscopre anche la rima più semplice e abusata, fiore-amore, che diventa però una rima significativa e difficile. La seconda strofa è incentrata sulla “verità” considerata da Umberto Saba l’elemento più importante che spesse volte viene però celato da un velo di finzione. Questa è difficile e dolorosa da raggiungere ma quando la si scopre difficilmente la si abbandona.
    L’ultima strofa riguarda il rapporto tra il lettore e il poeta. L’autore ammira la persona che si appresta a leggere i suoi componimenti, perché quest’ultima cerca di capire i sentimenti e le emozioni che hanno spinto il poeta a scrivere quei brani. Inoltre il poeta accenna ad una “buona carta lasciata al fine del suo gioco.

    Analisi lessicale

    Il registro della poesia è medio, infatti il brano non contiene parole tanto ricercate, ma semplici, che esprimono con chiarezza il messaggio del componimento.

    Vi sono solo le parole "trite" e "obliate" in cui si vede una ricerca di espressioni peregrine che il poeta esegue per sottolineare e mettere in evidenza i termini "parole e "sogno".

    Amai

    Amai trite parole che non uno
    osava. M’incantò la rima fiore
    amore,
    la più antica difficile del mondo.

    Amai la verità che giace al fondo,
    quasi un sogno obliato, che il dolore
    riscopre amica. Con paura il cuore
    le si accosta, che più non l’abbandona.

    Amo te che mi ascolti e la mia buona
    carta lasciata al fine del mio gioco.

    Parole chiave riconducibili a POESIA e a MORTE.

    Anafora:
    AMAI (IO)
    AMORE
    AMO TE
    --> AMAI A MORTE



    Analisi fonica

    Per quanto riguarda il livello fonico la poesia si presenta ricca d'allitterazioni come ad esempio quella della vocale 'a' che contribuisce a rendere il suono delle parole dolce e che si allaccia perfettamente al tema principale del componimento quello vale a dire dell'Amore.

    I suoni sono prevalentemente dolci e quasi per niente il poeta utilizza vocali chiuse o consonanti che renderebbero la lettura del componimento difficile.

    image
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    Analisi stilistica

    Nel componimento prevale l'ipotassi. Infatti nel brano si susseguono principali seguite da subordinate relative. Nel brano le espressioni hanno uno sviluppo lineare. C'è solo un'anastrofe bella rima "M'incantò la rima fiore/amore".

    Saba usa la punteggiatura per spezzare le frasi e rendere il brano più lento e cadenzato. Le strofe inoltre sono divise tra loro da un punto. Questo avviene per evidenziare l'anafora all'inizio di ogni strofa del verbo amare.

    La poesia è di stampo classico, cioè senza spazi bianchi tra i versi.




    In questi pochi versi Saba ha saputo cogliere, con la sua consueta semplicità, le ragioni retrospettive della sua poetica, offrendone un bilancio complessivo.
    La distanza temporale è sottolineata dall’uso del passato remoto, che viene tuttavia recuperato al presente dall’analoga posizione e funzione di "Amo"; quest’ultimo verbo, introducendo i due versi finali, stabilisce una precisa linea di continuità che unisce la ricerca poetica e le scelte di vita. Nel testo questi momenti vengono affrontati separatamente; la prima strofa riguarda in particolare la forma poetica, il linguaggio composto da parole semplici e comuni, la musicalità dei versi basata su rime elementari.
    C’é anche un’orgogliosa affermazione di anticonformismo, per il coraggio di aver compiuto una scelta non tentata da altri e per essere riuscito originale nel suo difficile tentativo. La strofa centrale si riferisce ai contenuti essenziali della poesia, alla ricerca di una verità nascosta, che occorre scoprire al di sotto delle apparenze superficiali, con uno sforzo di sincerità e di chiarificazione che comporta spesso dolore e paura.
    Il discorso riguarda il cuore ed esprime un impegno soprattutto morale, in quanto il dolore rende amica anche la verità più dura; per Saba non c’é amore senza dolore, tanto che il "doloroso amore" costituisce l’essenza della vita. Ma la vita è anche una fonte insostituibile di gioia e di consolazione, come risulta dai due versi conclusivi, che si riferiscono direttamente al lettore ("Amo te che mi ascolti"), per renderlo partecipe di un’esperienza che resta comunque preziosa.

    -------------------

    Il poeta è ferito dalla banalità delle parole usate dai suoi colleghi poeti a quel tempo nella poesia...

    Saba parlando di “trite parole”, intende quelle parole ormai logore, abusate e banali, che non venivano più utilizzate dai poeti, sempre alla ricerca di nuovi linguaggi e tecniche, poeti che Saba non appoggiava. Le rime facili sono proprio quelle rime banalissime, utilizzate in moltissime poesie, dal principio della tradizione letteraria ad ora, e che se si vogliono usare con un significato diverso diventano «difficili». È proprio in questi pochi versi che risiede il manifesto poetico di Saba, lui si ritiene infatti un coraggioso tra i poeti, il suo tentativo è quello di esprimere cose nuove non attraverso mezzi nuovi, ma con tecniche ormai già sentite e già conosciute. Questa è un’impresa ardua per un poeta, Hegel per esempio era convinto che la ricerca continua di nuove tecniche artistiche fosse causata dal limite proprio delle vecchie tecniche nei confronti dei nuovi messaggi e valori della società moderna, Saba si cimenta quindi nell’impresa più antica e difficile del mondo, non è da meravigliarsi se non verrà alla fine compreso dai letterati a lui contemporanei.
    È qui che Saba ci fornisce una giustificazione alla poesia, è suo compito infatti andare alla ricerca, e svelare, le verità nascoste del mondo, e l’unico mezzo che ha a disposizione l’uomo per comprenderle è la sincerità. Non c’è sincerità senza chiarezza, da qui deriva l’uso di un linguaggio semplice, comprensibile a tutti, che vada direttamente al cuore, magari amareggiandolo, ma una volta raggiunto, dopo un primo momento di paura, non si potrà più abbandonare il sollievo all’angoscia, che solo lei può dare.

    Saba fin dall’inizio della sua vita poetica, esprime l’idea di una nuova poesia, lontanissima da quella delle tendenze dominanti del suo tempo: non approvava l’estetismo dannunziano, il modernismo dei futuristi ed anche i crepuscolari, a cui erroneamente talvolta viene accostato. Il suo modello di poesia era una «poesia onesta», la poesia autentica, in grado di scavare in fondo l’animo, superando le ambiguità, le doppiezze, le ipocrisie dell’apparenza per arrivare direttamente al cuore delle cose e dei sentimenti, al loro essere reale.

    CITAZIONE
    4) paziente-terapeuta:secondo te come può essere attuabile?

    La poesia non ha uno scopo estetico, come proclamavano invece gli estetisti, ma anche una funzione indagatrice e quindi curativa, Saba era convinto che in quanto facenti parte di questo mondo, ogni persona od animale, aveva dentro di se tutte le conoscenze, il problema stava solo nell’estrapolarle da quel luogo chiuso e ovattato nel quale si trovavano, e tradurle in un linguaggio comprensibile a tutti.
    Per le sue idee della poesia come cura per l’anima
    , Saba verrà proposto come alter ego di Freud, le funzioni che quest’ultimo infatti attribuirà qualche anno più tardi alla psicanalisi, Saba le aveva già legate alla poesia, in particolare a quella «onesta», e quindi non alla letteratura disonesta, fra cui primeggiava D’Annunzio.


    Livello tematico: Saba esalta l’originalità della sua poesia, che sembra tradizionale e attardata in un’epoca di rivoluzioni espressive e rifiuto per il passato, ma è invece innovativa. La lirica risale al 1945-46 quando il poeta ha superato la delusione per il rifiuto delle sue prime opere.
    Prima strofa: il poeta ribadisce la scelta di parole “trite”, usuali, sapendo che è una scelta contro le tendenze letterarie del tempo, e la difficoltà di far scaturire da esse nuovi significati in quanto sono rime logorate dal tempo.
    Seconda strofa: il poeta vuole trovare con la sua poesia “la verità che giace al fondo”, cioè una verità nascosta sotto la superficialità delle apparenze e ciò è possibile con una “poesia onesta” di parole semplici e vere. Questa ricerca è dolorosa e coraggiosa ma il cuore, dopo che le si è accostato, non l’abbandona più.
    Terza strofa: il poeta vuole creare un rapporto di affetto e di chiara comunicazione con il lettore. La sua poesia è paragonata a una “buona carta” da gioco conservata per il giro finale. Saba vuole sottolineare ancora una volta la “bontà” piuttosto che la “bellezza” della sua poesia.
    Livello lessicale, sintattico e delle figure retoriche: la forma è semplice, Le tre strofe sono legate dall’anafora, che varia nell’ultima (“Amai, Amai, Amo”). Le rime sono elementari: fiore/amore, dolore/cuore, mondo/fondo, abbandona/buona; il lessico è costituito da parole comuni mescolate a termini di un codice poetico, trite, obliato; per quanto riguarda la sintassi, ogni strofa è costituita da una proposizione principale e una relativa.
    Ma la lirica non rientra totalmente nella tradizione. Gli enjambement spezzano la facile musicalità dei versi; l’a a capo dopo fiore isola la parola amore.

    Data la sua collocazione cronologica, questa poesia, più che una dichiarazione d'intenti, rappresenta un bilancio e una sintesi dell'attività di Saba.
    Le due quartine, con ripresa anaforica (vedi anafora, sono incentrate sui due momenti che hanno caratterizzato la sua esperienza poetica: la prima, sugli aspetti formali ("Amai trite parole.." "M'incantò la rima fiore / amore"); la seconda sui contenuti preferiti dall'autore ("Amai la verità..."). Infine, nel distico finale, viene confermato ("Amo") il valore delle scelte compiute.
    Una sola annotazione per la comprensione di questa lirica, che di per sé non comporta particolari difficoltà: la "buona / carta" degli ultimi due versi indica la stessa poesia di Saba, caratterizzata da un'assoluta spontaneità ed onestà intellettuale.
     
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    CIAO scusa per prima mi piace molto il commento della poesia di UMBERTO SABA.
    complimenti sei molto bravo.
    a presto,CIAO
     
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1 replies since 24/5/2009, 22:02
 
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