ti amo mamma

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  1. Aragorn
     
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    Sono nato in provincia di Firenze e sono il più giovane di tre fratelli. Mia madre si chiama Laura, è una donna sexy e dolce e mio padre la mise incinta quand'era ancora una ragazzina. Partorì mio fratello maggiore, Enrico, all'età di 15 anni e un anno dopo diede alla luce mia sorella Ilaria. Papà la sposò solo prima del suo secondo parto.
    A 17 anni diede alla luce me, Stefano.
    Papà lavorava in un mulino. E' sempre stato un uomo metodico e tranquillo, voleva molto bene a mia madre e lei lo rispettava e l'amava.
    Nonostante ciò sentivo che c'era tristezza in fondo la suo cuore ma non riuscivo a capire il perchè.
    Mio fratello si cacciava continuamente nei guai mentre mia sorella era la "seria" del gruppo. Io ero quello che si poteva definire il chiacchierone del caso.
    Cercavo sempre di aiutare mamma per qualsiasi cosa e ciò mi permetteva di rimanere molto tempo con lei, di parlarle, di rompere la monotonia delle sue giornate e questo le faceva davvero piacere.
    Papà andava a lavorare la mattina e a volte tornava a casa molto tardi e ubriaco.
    Vidi anno dopo anno spegnersi la scintilla del loro matrimonio. Non che non si amassero, scherzavano e si prendevano in giro ancora come dei ragazzini ma... quel romanticismo che aveva caratterizzato i primi anni del loro matrimonio era ormai solo un ricordo.
    All'epoca lavoro part-time, nel pomeriggio dopo la scuola, per arrotondare il reddito familiare e per questo avevo pochissimo tempo per socializzare. In genere la sera aiutavo mia madre a lavare i piatti e quando il resto della famiglia andava a dormire io mi sedevo la tavolo della cucina e le tenevo compagnia. sapevo che a lei faceva piacere e col passare degli anni divenimmo molto intimi. Mi abbracciava spesso dicendomi che ero la luce della sua vita anche quando iniziai a dimostrare più dei miei anni.
    A un certo punto cominciai a guardare mamma sotto una luce diversa.
    Era una donna terribilmente arrapante. Aveva capelli scuri e lunghi fino alla vita e nonostante le tre maternità le sue misure erano da top model 102-68-95, era alta 1 metro e 72 e aveva due occhi di un meraviglioso azzurro brillante.
    Quando parlavamo, in genere ci raccontavamo anche i segreti personali. io le parlavo delle mie amiche, di ciò che mi piaceva di loro e ciò che mi dava fastidio mentre lei mi raccontava del suo passato, di prima che sposasse papà. C'era un pò di nostalgia nella sua voce, per quei giorni di spensieratezza perduti per sempre ma non si era mai pentita del suo matrimonio.
    Ora aveva le cose più importanti della sua vita, un marito Adv e dei figli.
    Un pò alla volta cominciai a capirla e di conseguenza, a desiderarla.
    Iniziai quasi inconsapevolmente a farle i complimenti ogni qualvolta indossava abiti eleganti o abbastanza leggeri e scollati da mostrare qualche curva di troppo. generalmente reagiva arrossendo leggermente.
    Presi l'abitudine di lasciarle sul suo comodino biglietti di complimenti e di farle recapitare mazzi di fiori con dedica.
    Presi l'abitudine di rimanere a casa tutte le domeniche sera per guardare un film in videocassetta dopo cena. Per me quella era la nostra "notte fuori". Mio fratello da quel momento mi chiamò "moscetto". Non me la presi più di tanto.
    Sul divano potevo appoggiarmi alla spalla di mia madre e tenerla per mano senza imbarazzo e non ci avrei sicuramente rinunciato a causa sua.
    Nel giro di poche settimane iniziai a metterle un braccio dietro le spalle alchè lei trovò naturale appoggiarsi a me. Spesso, dopo il film, uscivamo fuori a guardare incantati le luci lontane di Firenze.
    "Stefano" disse un giorno "io credo che dovresti uscire con qualche ragazza della tua età. Non è giusto che monopolizzi tutta la tua attenzione"
    "mamma" risposi senza pensarci tanto "tu sei la mia ragazza. Ho provato ad uscire con le altre ma non posso fare a meno di pensare a te"
    Sobbalzò indietro sorpresa, mi guardò poi volse lo sguardo lontano, in silenzio.
    "mamma... forse ho detto qualcosa che ti ha preoccupata..."
    "credo che sia meglio per tutti e due evitare di rimanere insieme da soli" disse dopo un intervallo interminabile.
    Maledissi mentalmente me stesso per quello che avevo detto ma ormai era inutile piangere sul latte versato, tanto valeva insistere.
    "Mamma, mi dispiace di averti offesa ma credo che tu abbia capito che non sono uno spiantato. Mi sono innamorato di te e farei qualunque cosa pur di farti felice, non sto scherzando."
    Continuò a stare in silenzio poi mi guardò malinconicamente.
    "Non è colpa tua, Stefano, ma mia. Non avrei dovuto legarti tanto a me... ma mi sentivo così sola..."
    "mamma, io... io vorrei che non fosse mai accaduto ma ti giuro che da quando me ne sono reso conto sono felicissimo di essermi innamorato di te."
    "smettila di essere così sfacciato, Stefano! sono una donna sposata!"
    "Mamma" replicai disperato "non ti sto dicendo stupidaggini, non posso rinnegare i sentimenti che provo per te. Ti prego, considera seriamente quello che ti ho detto."
    Abbassò la testa e iniziò a piangere. per me vederla in quello stato era una pugnalata al cuore. La tirai verso di me e l'abbracciai forte.
    "forse è meglio se rientriamo" singhiozzò lei.
    Dopo quella sera il nostro rapporto scese sottozero. Anche supplicandola non volle più saperne di trascorrere le serate con me e continuava a ripetermi che dovevo trovarmi una ragazza della mia età. Questo per un intero mese.
    Quando papà si accorse di questo cambiamento nei nostri rapporti chiese a mamma perchè non venisse più con me al cinema. lei scosse la testa e gli chiese perchè non era lui a portarla fuori.
    "tesoro, lo sai che lavoro tutta la settimana e che la domenica è il mio unico giorno libero. Almeno quello vorrei passarlo a casa a rilassarmi..."
    Papà era di nuovo ubriaco. Quella sera la loro discussione degenerò in un litigio e si concluse con mamma che uscì dalla stanza sbattendo la porta.
    Il martedì successivo, papà, mio fratello e mia sorella erano usciti e così chiesi di nuovo a mamma di uscire con me.
    Rimasi quasi senza fiato quando la vidi far cenno di si con la testa. L'abbracciai forte e le accarezzai la testa pregando che da quel momento il nostro raporto potesse incanalarsi su una corsia favorevole. Le accarezzai dolcemente le spalle e scesi con le mani fino al culo. Glielo palpai senza pudore e non ricevetti alcun segnale di rifiuto. la guardai negli occhi.
    "mamma, io ti amo e non posso farci nulla" curvai il mio viso verso il suo e la baciai sulle guance, sul collo e poi sfacciatamente poggiai la bocca contro le sue calde labbra. da quella sera, mamma mi ringraziava per i fiori che le facevo avere con un bacio sulla guancia e quando eravamo soli accettava senza problemi di abbracciarmi e nel mentre, di farsi accarezzare il culo apertamente. Nei giorni che precedettero la domenica mamma aveva cambiato completamente atteggiamento con me e quando mia sorella le chiese come mai, lei rispose che nel fine settimana sarebbe venuta a cinema con me.
    Quella fatidica sera mamma indossò un abito aderentissimo perfettamente modellato da culo e mammelle. Mi sentivo vinto nell'ammirare tanta bellezza racchiusa miracolosamente in un unico bollente corpo femminile. Quella sera fui oggetto di decine di sguardi di uomini invidiosi. Il film era un romanzo sentimentale e, come sempre, abbracciai mia madre e lasciai che si appoggiasse contro la mia spalla. Come un mese fa ci ritrovammo più tardi ad ammirare Firenze di notte.
    "Stefano, grazie per la tua pazienza e grazie per la meravigliosa serata"
    "mamma, ti offendi se quando stiamo da soli ti chiamo Laura?"
    Lei sorrise tranquilla "puoi farlo, figlio mio"
    "stanotte sei terribilmente arrapante, Laura"
    Mamma arrossì e le sfuggì al tempo stesso una breve risata "Stefano! Se non fossi mio figlio penserei che stai cercando di sedurre tua madre!"
    "è quello che sto facendo"
    "Oh, Stefano, per l'amor del cielo! Io sono innamorata di tuo padre!"
    "Lo ami davvero? Lui ti trascura ormai da anni e tu stai soffrendo tantissimo. Dammi almeno un'opportunità, posso farti felice!"
    Mamma fece una lunga pausa poi rispose quietamente " è meglio se torniamo a casa prima di combinare qualcosa di cui potremmo pentirci per il resto della vita"
    "mamma, mi dispiace ma tu... tu sei così bona che non riesco nemmeno a controllare quello che dico. Per molto tempo ho desiderato tu non fossi mia madre così da poterti corteggiare più facilmente"
    Mi accorsi subito che i miei complimenti avevano fatto un certo effetto. Sembrava molto compiaciuta. Ero certo che papà non glieli avesse mai fatti di così audaci.
    Mi accarezzò una guancia. "io sono strafelice che tu sia mio figlio. Sii sincero, pensi davvero che io sia tanto bella?"
    Le risposi stringendola sul mio petto.
    "Si, Laura. Se dovessi scegliere tra te e cento fotomodelle non avrei dubbi, tu sei la ragazza più bella del mondo" e improvvisamente la baciai.
    Mamma non si ritrasse ma rimase passiva e rigida tra le mie braccia. Continuai a baciarla con aumentata passione finchè non notai le prime crepe nella sua armatura. Incoraggiato continuai ad insistere, a baciarla sul viso, sul collo e soprattutto sulle labbra finchè, con un timido tentativo, bussai con la lingua sulla sua bocca e lei schiuse le labbra.
    Mi sembrava di aver raggiunto il paradiso quando lei, all'improvviso si discosta di qualche centimetro.
    "Stefano... stiamo facendo tardo, torniamo a casa"
    La presi per mano e sulla via del ritorno appoggiò la testa sulla mia spalla, per dimostrarmi, credo, che non ce l'aveva con me e non era affatto arrabbiata.
    A metà strada la tirai verso di me, in un vicolo quasi buio e ripresi a baciarla. Le scostai dolcemente una spallina liberando una delle sue grosse tette. Erano anni che non gliele vedevo e nonostante la loro forma fosse più che evidente sotto quella leggera stoffa attillata, poterle ammirare in tutto il loro splendore, areola e capezzolo compresi, mi fece ribollire il sangue nelle vene.
    "Non credo che dovremmo farlo, Stefano"
    Non le diedi retta, continuai a insistere sulle labbra, a palparle le mammelle e a pizzicarle i capezzoli. capii che stava per cedere quando le si indurirono i capezzoli e iniziò a gemere apertamente. Ma ancora una volta si divincolò. "Smettila, sei troppo sfrontato! Portami a casa"
    "va bene, Laura" risposi. La mia delusione era smorzata solo dal fatto che mamma non sembrava adirata e che si lasciò tranquillamente accarezzare le mammelle ancora per qualche secondo prima di risistemarsi l'abito.
    A casa l'atmosfera era quieta. Era molto tardi e sicuramente si erano addormentati tutti da un bel pezzo. Lasciai che mi precedesse sui gradini così da poterle accarezzare più facilmente le cosce nude.
    "Smettila, potrebbero vederci!"
    "Stanno dormendo tutti e io ti amo. Non posso fare a meno di baciarti e accarezzarti. Non posso, mamma, credimi, è più forte di me"
    "Anch'io ti voglio bene ma sono una donna sposata e nonostante tutto, amo ancora mio marito!"
    "Laura, tutto quello che stiamo facendo e baciarci e toccarci. Io non vedo cosa ci sia di tanto pericoloso in questo!"
    "Piccolo mio, qualcuno potrebbe svegliarsi e scendere per le scale a vedere... e ci potrebbe vedere mentre... capisci?"
    "Allora ti porterò nella mia stanza e chiuderemo la porta a chiave. papà è sicuramente ubriaco e non si accorgerà della tua assenza."
    Mamma rimase in silenzio per qualche secondo poi, col cuore in festa, la vidi accennare positivamente col capo.
    "Aspettami lì. Io andrò a controllare tuo padre."
    Mi avviai eccitato in camera mia, con la mente in subbuglio e sulle mani il ricordo della consistenza e del calore delle cosce di mamma. Improvvisamente la porta della mia camera da letto si aprì e mia madre entrò chiudendosela alle spalle. Si avvicinò con un atteggiamento vagamente complice e disse con una nota di disgusto "mio marito si è addormentato ubriaco come sempre."
    "Stefano... io non credo che dovremmo farlo, non mi sembra giusto." si avvicinò di più al mio orecchio e bisbigliò imbarazzata "non l'avevo mai tradito fino ad ora"
    "ne ero sicuro, mamma ma tu devi avere fiducia in me. Non ti farei mai del male! Ti amo come non ho mai amato nessuna prima!"
    "ah, Stefano..." sospirò timidamente e mi baciò sulla guancia. La distesi sul letto e cominciai a baciarla. Più l'intensità dei miei baci aumentava più aumentava di conseguenza l'eccitazione di Laura al punto che divenne una sensazione quasi palpabile. le mie mani le esploravano tutto il corpo, passando rapidamente dalle tette al culo. Le abbassai di nuovo le spalline senza notare alcuna opposizione da parte sua e per timore che potesse cambiare atteggiamento glielo sfilai giù fino all'altezza delle mutandine.
    "Stefano... che direbbe tuo padre..."
    Le chiusi la bocca con un bacio. Le mammelle, morbide e sexy, schiacciate contro il mio petto. Gli presi un capezzolo in bocca e iniziai a succhiarlo e a leccarlo.
    "Io non posso vivere senza di te, mamma. So che dovrei sentirmi colpevole verso papà, ma in realtà non me ne frega un cazzo. Ti desidero da impazzire." Assaggiai con la lingua il gusto salato di ogni centimetro del suo corpo nudo mentre lei respirava ormai a fatica. Mentre le baciavo l'ombelico azzardai una mano sotto la gonna e la sentii irrigidirsi un pò solo quando raggiunsi il sottilissimo tessuto delle sue mutandine. portai il viso all'altezza del suo cercai le labbra e le infilai la lingua in bocca. in risposta lei si rilassò e allargò le cosce.
    Non riuscivo ancora a crederci. Mamma, la donna dei miei sogni, la stessa che aveva partorito mio fratello, mia sorella e me, desiderava che la chiavassi. Le accarezzai la vagina attraverso gli slip mentre lei colava dolcemente umori e gemeva estasiata. Smisi per un istante di masturbarla, ma solo per tirarle giù definitivamente l'abitino, poi mi spogliai rapidamente e mi tirai giù i boxer. Ero in piedi sul letto, col cazzo duro come una sbarra di ferro. Mi inginocchiai e le baciai le mutandine. ormai solo quelle separavano la mia bocca dal caldo solco materno.
    Inalai profondamente inebriandomi dell'aroma dei suoi succhi intimi mescolati al pungente profumo di orina. Una parte dei peli erano rimasti scoperti e io benedissi l'elegante abbondanza del suo ciuffo pubico. Agganciai l'elastico degli slip con le dita e iniziai a tirargliele giù. Improvvisamente mamma mi fermò le mani.
    "No, non dobbiamo farlo!" disse "non voglio tradire mio marito!"
    "cazzo, mamma! Io ti amo! Tu sei la donna più bella e dolce del mondo, quel coglione non ti merita! So che è insolito per una mamma e per suo figlio essere sessualmente coinvolti ma quando si ama è normale far l'amore!"
    "ma... se qualcuno ci scopre mentre ci accoppiamo?"
    "Possiamo solo cercare di essere prudenti. In fondo a nessuno frega niente di noi."
    "Ma..." la baciai prima che potesse completare la frase. Baciai i suoi occhi, i suoi capelli e, ancora una volta, le sue irresistibili labbra. E per la prima volta mamma accettò l'invito e rispose al mio bacio con intensità ancora maggiore della mia. Per la prima volta le nostre due lingue danzarono appassionate in un vortice fantasioso di passi smozzicati e frenetici, in un lago di saliva, fino a raggiungere il cuore stesso della passione, punta contro punta, quasi immobili, ad occhi chiusi. Come in trance le abbassai le mutandine e lei mi aiutò andando prima una gamba e poi l'altra per permettermi di gettarle via, sul pavimento. Mi staccai dalla sua lingua per ammirarle la fica nuda ma per istinto, mamma se la coprì con le mani. Gliele scostai delicatamente ma con fermezza e guardai lo splendente groviglio di peli scuri che incorniciavano il suo luogo più puro.
    Mi spinse il viso contro il suo seno e mi strinse forte tra le sue braccia mentre io le succhiavo un capezzolo.
    Allo stesso tempo, incoraggiato dal fatto che mi aveva aiutato a toglierle le mutandine, le infilai un dito nella sua sacra femminilità. Mai, neanche nei miei sogni più audaci avrei mai immaginato che un giorno mamma mi avrebbe consentito di farlo. Era già molto lubrificata quando mi abbassai tra le sue cosce e presi a leccarle e mordicchiarle la fica inebriato dal profumo dei suoi ormoni. Misi le mani ai lati della sua fenditura e tirai verso l'esterno aprendole la vagina. Mi persi nella più profonda intimità di mia madre, un luogo che aveva conosciuto solo quell'idiota di mio padre - e il solo pensiero mi riempiva di gelosia - e osservai quel piccolo buco rosa attraverso il quale faceva pipì. Glielo leccai. Leccai tutta la dolce carne circostante beandomi del ricco sapore che gustavo. Spostai la mia attenzione al clitoride e immediatamente mamma lanciò un urlo di piacere.
    Che ci sentissero pure, che entrassero e vedessero che significa amarsi davvero. Non me ne importava nulla del resto del mondo, ero felice.
    Le ficcai prepotentemente un dito nella fica e iniziai a stantuffare dentro e fuori finchè non mi sentii la mano completamente fradicia di lubrificante vaginale e la sentii irrigidirsi. Ebbe un fremito, poi un altro e non ci voleva certo un esperto per capire che stava per godere.
    Un solo sospiro, lunghissimo, a occhi chiusi mentre con le mani mi teneva la testa schiacciata tra le sue cosce.
    "E' stato bellissimo, Stefano" bisbigliò " non ho mai provato un orgasmo così... così intenso!"
    "Farti godere era il sogno della mia vita, mamma. Oddio, sei talmente bona che io... non so che farei per te, ti mangerei!"
    "Pensi davvero che sono... che sono bona?"
    "Si, Laura"
    Mamma mi tirò verso di lei e mi baciò, infilandomi la lingua in bocca. Al tempo stesso mi prese il cazzo in mano e iniziò a strofinarselo contro l'apertura vaginale.
    "Mamma, ti amo"
    Lei allargò le cosce in segno di tacito assenso e avvicinò la mia testa di cazzo al suo orifizio vaginale. la guardai profondamente negli occhi quando iniziò a spingere la mazza dentro di sè. Avevo un cazzo abbastanza grosso per la mia età, circa 19 centimetri di lunghezza e 11 di circonferenza, ma quella vulva si aprì come un petalo. Mamma diede un colpo secco, da donna esperta, e il mio uccello scivolò completamente nel suo canale dell'amore. la stretta dei muscoli vaginali era sorprendentemente forte a dispetto dei suoi tre parti. la lussuria con cui mi guardava mentre mi imprigionava il cazzo mi mandò in estasi.
    "Spingi, figlio mio! Pompa dentro tua madre!" gridò senza più freni inibitori.
    Iniziai a fottermela con una furia mai sperimentata prima. Il suo corpo veniva letteralmente spostato ad ogni colpo. Iniziammo a regolare il ritmo solo dopo i primi 5 o 6 minuti quando anche mamma accompagnò i miei movimenti e sembrava che ci stessimo fottendo l'un l'altro.
    Con la punta del cazzo riuscivo a sentire la bocca dell'utero, mi lasciai andare mentre lei si irrigidì e mi afferrò il culo.
    "Grazie, mammaahh..."
    Eiaculai nel suo utero. le scaricai tanto di quello sperma che a un certo punto iniziò a schizzare fuori dalla vagina.
    Rimanemmo uno sull'altra, immobili e sudati a baciarci mentre l'eco dei nostri orgasmi risuonavano ancora intorno a noi.
    "Laura..."
    "quando mi fotti chiamami mamma, ti prego. Mi eccita da morire."
    Avevo ancora il cazzo dentro mia madre e in breve mi sentii di nuovo arrapato. Tornai a pompare dolcemente e la seconda sborrata fu più dolce e sembrava anche più appropriata alla tenerezza del momento. naturalmente anche stavolta le lasciai la crema nell'utero.
    "Stefano..." disse dopo quell'ultima romantica chiavata "tu sei un maestro del sesso... non avevo mai goduto tanto con tuo padre, non riesco nemmeno a ricordare l'ultima volta che sono venuta con lui."
    Sorrisi orgoglioso. La mia prima scopata con mamma era stata migliore di tutte quelle che aveva fatto con suo marito.
    "non è merito mio, è solo perchè ti amo tantissimo"
    "figlio mio, questo è stato il miglior orgasmo della mia vita" insistè lei.
    "Dolcetto, ora devo tornare nel letto matrimoniale. Non voglio che domattina ci trovino abbracciati nudi."
    Ci scambiammo un bacio dolcissimo poi mamma mi chiese un fazzolettino di carta per potersi pulire la vagina e quando gliene passai un paio le fece in piedi, davanti a me, senza pudore.
    "Laura, posso tenermi le tue mutandine?"
    "Un ricordo della tua conquista?" chiese maliziosa.
    "si"
    "Solo se prometti di non mostrarle a tuo fratello e a tuo padre. Devi tenerle ben nascoste"
    Raccolse frettolosamente i suoi panni e scivolò furtiva fuori dalla stanza. Io mi sentivo appiccicoso di liquidi sessuali e l'ultima cosa che ricordai erano le mutandine di mamma che tenevo schiacciate tra il viso e il cuscino.
    Il mattino dopo, a tavola, mamma evitò il mio sguardo. pensai di averla offesa in qualche modo e quando ero ormai pronto per andare a scuola, entrò in camera mia.
    "Stefano, noi due dobbiamo parlare"
    "Che c'è che non va, mamma?"
    Arrossì.
    "Non dobbiamo fare mai più quello che abbiamo fatto stanotte"
    Prima che potessi aprir bocca mi fece cenno di aspettare.
    "mio dolce amore, stanotte sei stato un amante meraviglioso, il migliore che si possa sognare ma io non avevo mai tradito mio marito e non voglio che accada di nuovo."
    "Laura..." la strinsi tra le mie braccia "io ti amo e so che anche tu mi ami. Dammi un'altra possibilità!"
    Si liberò del mio abbraccio e scosse le testa.
    "mamma, io non smetterò mai di amarti e non smetterò mai di corteggiarti."
    Mamma lasciò la mia stanza in lacrime e dopo quel momento le cose per noi peggiorarono. Nonostante la sua evidente infelicità, non voleva più tornare indietro. Poi accadde una cosa strana.
    Cominciai a frequentare una ragazza che passava di fronte casa mia tutte le mattine e non potei fare a meno di notare che il comportamento di mia madre era diventato quello tipico di una donna gelosa.
    "Stefano, io penso che Lisa non sia la ragazza giusta per te."
    "se non ti conoscessi bene potrei pensare che sei gelosa..."
    "Come potrei mai essere gelosa di quella stracciona!?" abbaiò
    "penso proprio di si, invece." dissi uscendo di casa prima che potesse replicare qualcosa.
    Ero felice di vederla tanto gelosa. Mi faceva sperare in un futuro, almeno.
    Il futuro arrivò prima di quanto immaginassi. Due settimane dopo il nostro piccolo litigio, mamma si avvicinò e mi chiese:
    "Ti andrebbe di portarmi fuori a cinema questo fine settimana?"
    "Si, mamma! Tantissimo!!"
    I giorni che ci separavano dal nostro appuntamento li passai in una sorta di trance. Contavo i minuti che ci separavano dal momento in cui mi avrebbe permesso di sfiorarle una mano e, magari, le tette e il culo. E ricominciare tutto da zero.
    L'abito che aveva scelto per quella sera era indescrivibile. Fasce nere di tessuto impalpabile che avvolgevano il suo corpo come cellophane, alternate a righe sottili bianche e a bande larghe quanto quelle nere di totale nude-look che l'aveva costretta a rinunciare alle mutandine. Riuscivo a vedere perfettamente il suo ombelico e perfino qualche pelo pubico ribelle. La trasparenza si ripeteva anche all'altezza dei capezzoli, negati al mio sguardo solo grazie a una mantellina coordinata, abbottonata al centro ma che non impediva nè a me nè a nessun altro di ammirare il dolce e frizzante culo. Le sue cosce erano quasi completamente scoperte e incontravano l'abito solo per 10-12 centimetri.
    Dopo il film guidai verso un luogo appartato e mi fermai. L'abbracciai disperatamente e cominciammo a baciarci. Le mani su tutto il corpo, il respiro affannoso, il sudore e gli sguardi d'intesa.
    Dopo un'ora tornammo a casa.
    "Và in camera tua e aspettami. Vado a controllare mio marito" bisbigliò.
    sembrava di rivivere un'antica scena.
    Mi spogliai mi infilai a letto e feci posto a mia madre appena entrò. Stavolta non chise nemmeno la porta, si sfilò il vestito e si distese sul mio corpo. Ci baciammo dolcemente mentre lei afferrò il mio cazzo e se lo sistemò contro l'apertura vaginale, mi diede un bacino sul naso e lo lasciò entrare. Io la presi per le chiappe e iniziai a fottermela.
    Ci rotolammo, tra gemiti e dolci frasi. Ci amammo con una passione disperata mentre il tempo sembrava esseri annullato. Venne nel preciso momento in cui schizzai dentro di lei.
    "cielo... avevi le palle piene di sperma... ne hai scaricato talmente tanto che mi sento piena, amore mio"
    "Mamma, grazie per aver cambiato idea"
    "io... io mi sono sentita perduta quando ti ho visto uscire con quella stupida"
    "Stai parlando di Lisa?"
    "Si, lei! ho capito di essere gelosa e che ti amo più d'ogni altra cosa al mondo."
    "Come uomo"
    "Si, non solo come figlio ma anche come il mio ragazzo"
    "Mi ami più di Papà?"
    "Io voglio molto bene a tuo padre ma non lo amo. Una volta credevo d'amarlo ma da quando vengo a letto con te ho capito che non è così."
    "Tu hai fatto di me l'uomo più felice del mondo. Non ho intenzione di dividerti con nessuno, neanche con papà. Tu appartieni solo a me. Il tuo corpo è mio. Ti voglio sempre nuda tra le mie braccia e voglio fotterti per sempre."
    "ma sai che sei proprio uno sporcaccione? ti amo tanto, però... senti Stefano, voglio che questo rimanga il nostro segreto. Sarò per tutta la vita la tua puttana, sempre nuda e porca, ma dobbiamo essere prudenti. Non voglio che mio marito ci scopra, gli si spezzerebbe il cuore."
    "Lo so, Laura."
    "fottimi, figlio mio."
    Chiavammo per due ore consecutive e io mi scaricai due volte nell'utero di mia madre. Ero stanco e lo era anche lei ma nel suo cuore si sentiva in colpa verso di me, per avermi costretto a tante difficoltà in questi mesi. Iniziò a baciarmi il corpo e quando raggiunse il cazzo semieretto, se lo infilò tutto in bocca. Era dolcissima perchè sembrava non averlo mai fatto prima, ma in fondo si rivelò un pompino abbastanza gradevole e naturalmente, ingoiò tutto lo sperma.
    Da quel giorno abbiamo sfruttato tutte le opportunità che ci si presentavano. Tutte le volte che rimanevamo da soli avevamo rapporti sessuali e col passare dei giorni, mamma sembrava sempre più insaziabile. Quando le toglievo le mutandine era immancabilmente bagnata e fui molto orgoglioso di sapere che lei si bagnava solo a pensare a me.
    Eravamo talmente innamorati che a volte eravamo anche disposti a rischiare un pò. Una volta, mentre tutta la mia famiglia era in soggiorno, vidi mamma andare in bagno. la seguii silenziosamente e notando che aveva solo accostato la porta, sbirciai curioso.
    Stava facendo pipì. Strabuzzò gli occhi dalla sorpresa quando mi vide entrare ma non disse nulla per paura ci potessero sentire. Era deliziosa in quella posizione. Presi un pò di carta igienica e gliela passai dal buchino posteriore fino alla morbida vagina. Ne presi un altro pezzo e le pulii la fica più in profondità, fermandomi ad assaporare per qualche istante le sensazioni che provavo.
    "potrebbe entrare qualcuno!" bisbigliò, ma io la ignorai. le feci appoggiare la schiena contro il muro e, sempre seduta sulla tazza ma a cosce aperte, me la chiavai sborrando dentro di lei.
    "mamma, non voglio che ti pulisca. Devi tenere la fica sporca della mia sborra tutto il giorno." le dissi tranquillo.
    "ma potrebbe gocciolare a terra..."
    " A ogni goccia che vedrò cadere, ti amero mille volte di più"
    Per tutto il pomeriggio Laura girò per casa con un rivolo sottile di sperma che le colava da una coscia e nessuno ci fece caso.
    Una notte mi svegliai di soprassalto con una terribile voglia di penetrare mia madre. Entrai carponi nella stanza da letto dei miei e la scossi leggermente per farla svegliare. Papà era ubriaco come al solito, quindi il rischio non era molto alto. Lei sembrava un angelo, ornata solo della sua vestaglietta di seta. Le dissi che la volevo subito in camera mia e mi allontanai.
    Due minuti dopo era nella mia stanza. La spinsi sul letto e la spogliai senza troppi complimenti.
    "Stefano! Di notte ho bisogno di dormire e inoltre venire nella mia camera da letto è stata una mossa molto stupida e pericolosa!"
    le infilai la lingua in bocca per farla tacere ed entrai dentro di lei, pistonando furiosamente, come non lo facessi da secoli.
    Quando la lasciai andare era una donna soddisfatta. Per due anni continuammo a scopare di nascosto e qualche volta passavamo dei fine settimana a fottere in qualche hotel. papà non sospetto mai nulla. Anzi, credo che lui fosse contento di non avere sempre sua moglie tra i piedi a dirgli di smettere di bere.
    Il nostro amore nel frattempo non aveva smesso di crescere, così mamma non potè far altro che chiedere il divorzio da papà e venire a vivere con me, lontano da casa. Ora ci comportiamo tranquillamente come marito e moglie e mamma si è adeguata a vivere in perenne stato di eccitazione, come volevo io. la bacio l'accarezzo e la spoglio quando mi pare e me la fotto almeno due volte al giorno. Ha trovato anche un buon lavoro d'impiegata e siamo terribilmente felici.
    "Mamma" le dissi un giorno "voglio metterti incinta."
    "amore, non possiamo! i nostri familiari potrebbero venire a saperlo e poi chi si prenderebbe cura del bambino? Tu vai all'università e io lavoro..."
    "beh, per i parenti...in fondo li vediamo una volta tanto e penseranno che sia stato un incidente con un amante di passaggio, per il bambino me ne occuperò io quando sei al lavoro."
    Mamma era dubbiosa ma alla fine diede il suo assenso.
    Provai un immenso piacere nell'ingravidarla. ora abbiamo una bambina bellissima e lei, felice di questo primo successo mi ha chiesto di farle partorire altri figli. Ora è di nuovo in stato interessante ma non per questo rinunciamo ad accoppiarci, anzi, continuiamo a farlo con sempre maggiore passione. Purtroppo però la nostra storia finisce qui, perchè le parole non riescono più ad aiutarmi, non sono più in grado di esprimere l'apice di felicità che io e mamma abbiamo raggiunto ma la lascio alla vostra immaginazione....
     
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    Sesso con mia madre Racconto Erotico incesto

    Era passato qualche tempo dalla sera in cui mia mamma mi aveva fatto una sega.
    Tutto sembrava dimenticato. Coperto da uno strato di normalità.

    Nel mio caso la normalità era un bicchiere ed una sega guardando qualche figa in internet su qualche sito di cam.
    Ogni sera. Sempre così.

    Quando la sentivo andare in bagno, o quando si girava nelle letto, speravo! Speravo che si aprisse la mia porta.
    Speravo di vederla entrare e di rifare quella bellissima esperienza.
    Speravo di risentire le sue mani sul mio corpo, le sue carezze al mio cazzo.

    Ma la porta rimaneva sempre chiusa. La sentivo camminare, andare in bagno e ritornare a letto.
    Certe volte sborravo solo all'idea di averla vicina.

    Ogni sera mia madre mi salutava prima di andare a letto. Dalla porta mi mandava un piccolo saluto e un "Dormi bene".
    Sapeva benissimo che non avrei dormito molto presto e il sorriso che accompagnava il suo saluto lo sottolineava benissimo.
    Uno strano legame tra una madre e il suo figlio 30enne.

    Una sera al momento della buona notte, dopo il "Dormi bene", mi fa un piccolo cenno con la mano come a dire "Ci vediamo dopo".

    Quella notte, il tempo sembrava non passare mai. Guardavo i soliti siti cam4, camsex, ma nessuna cam mi soddisfaceva. La mia mente era per lei.
    Per mia mamma. Per quel momento in cui saremmo stati assieme.

    La sentii scendere ed andare in bagno.
    Il cuore mi rimbombava in testa. La sentii abbassare la tavoletta e pisciare.
    Immaginai la sua fica aperta mentre si svuotava. Immaginai la sua mano mentre l'asciugava.
    Non si fece il bidè e tornò immediatamente in camera sua.

    Ci rimasi male. Forse mia mamma aveva dei dubbi, dei timori. Forse mamma ci aveva ripensato.
    Ormai rassegnato sfogai la mia delusione iniziando una sega veloce, quasi disperata.

    La porta si aprì di colpo!
    Mi girai di scatto impaurito dal rumore. Il cazzo ancora pulsante in mano e lo sguardo allucinato di chi si sente preso alla sprovvista.

    "Smettila di segarti! Non aspetti la tua mammina?" disse ridendo.
    "Abbassa la voce! Vuoi svegliare papà?", risposi
    "Non temere. E' partito e non lo svegli neppure con le cannonate"

    Era ancora ferma in corridoio con la porta aperta. Potevo sentire il russare pesante di mio padre.

    Mi guardò il cazzo. "Non ci speravi più, vero maialino?"
    Entrò e chiuse la porta dietro di se.
    "Sì, credevo non volessi più..." risposi senza nascondere la felicità che ora fosse li con me.
    "Devi sempre fidarti di me. Hai capito?"
    "Sì, mamma" risposi come un bimbo piccolo.

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    /> Si avvicinò e mi prese in mano il cazzo.
    "E' veramente bello grosso! Ora che posso anche vederlo me lo godo di più", iniziò a menarmelo lentamente, "Ti manca molto per sborrare?"
    "No, credo di no! E poi sei tu a toccarmelo e mi fai venire più voglia" risposi
    "Bene! Spogliati e stenditi a letto", mi disse,"vediamo di combinare qualcosa con questo uccellone"

    Mi piaceva il suo modo di parlare del mio cazzo. Mi faceva sentire sicuro.
    Ho sempre considerato il mio un cazzo normale, ma sentirgli rivolgere tutti quei complimenti mi faceva piacere.
    E il piacere aumentava pensando che la donna che li faceva era mia mamma.

    Mi spogliai il più velocemente possibile, rimasi nudo e mi stesi a letto.
    "Bravo, apri le gambe", e mentre lo diceva la vidi aprire la sua camicia da notte.

    Si sfilò prima il braccio destro e poi l'altro, arrotolandola sulla vita. Si sedette sul bordo del letto tra le mie gambe.
    Mi apparve il suo reggiseno.
    Non era allacciato dietro e le tette erano contenute solamente dalle coppe rette dalle spalline.

    Mamma prese tra le mani le tette e guardandomi fece una faccia da monella e iniziò a soppesarsele.
    Poi con un movimento solo liberò le sue enormi tette e si porto il reggiseno sopra la testa sfilandoselo "Ta-daaaa!", canticchio imitando la musica dei circhi di periferia, tenendolo sollevato e rivelandomi le sue ascelle pelose.

    Rimase così per qualche istante in cui mi impressi per sempre nella memoria quella figura di donna così rustica.
    Differente da tutte quelle viste nei giornali porno. Così reale. Così carnosa e con quelle tettone enormi e penzolanti.

    Gettò a terra il reggiseno. Si riprese in mano le tette. Le fece ballonzolare e si ciucciò un capezzolo.
    Erano capezzoli grossi, duri, che spuntavano da areole rosa su una belle bianchissima. Belli.

    Il mio cazzo sussultò bramoso.
    "Hei! Si sente un po' trascurato!", esclamò allungando una mano e finalmente toccandomelo.

    "Sì, mamma! Che bello!" sospirai
    "E ho appena iniziato!" sottolineò

    Mi lasciò il cazzo e si sputò sulla mano.
    Lo riprese e, come la prima volta, iniziò a segarmi con la sua maestria.
    Vedevo la cappella apparire e scomparire.
    Mamma lavorava il mio cazzo con la sola mano destra, la sinistra era occupata a tormentare i grossi capezzoli.
    "Mamma che belle tettone hai!"
    "Forse un giorno ci giocherai amore, non oggi!" fu la risposta che non lasciava repliche.

    Mi riempii gli occhi di lei. Delle sue tettone e della mia cappella che danzava ritmicamente nel suo palmo.
    Staccò la mano dalle sue tette e si dedico completamente al mio cazzo.
    Lo scappellò completamente tirando il più possibile la pelle verso il basso.
    "Ti faccio male?", "un po' " risposi.
    Avvicinò la bocca alla cappella, la aprì e fece scendere un grosso cumulo di saliva a bagnarla completamente.

    Tenendomi sempre scappellato, con l'altra mano l'aferrò e iniziò ad accarezzarla. La mano girava attorno come se volesse svitarla.
    Nella stanza risuonava lo sciabordio che proveniva dal suo palmo attorno alla mia cappella insalivata.

    Il mio fiato si fece più pesante.
    "Mamma..."
    "Resisti amore! Fallo per la tua mamma! Ti faccio male?"
    "No, ma non mi sono mai segato così. E' stupendo, ma verrò subito!"
    "Resisti più che puoi! Resisti!"

    Strinsi i pugni e le chiappe. Tentai di pensare ad altro. Mi sforzai in ogni modo pur di ritardare la mia venuta.

    "Mamma, non posso resistere oltre! Devo sborrare!", la pregai dopo qualche interminabile istante.
    Mia mamma si avvicinò il più possibile, appoggiò le tettone attorno al mio cazzo.
    "Vieni sulle tettone di mamma! Dai porcellino sborrami!", e senza smettere di segarmi mi fece schizzare.

    Schizzai cinque o sei grossi grumi di sborra che si attaccò ai seni di mamma.
    Non smise di segarmi subito e continuò ad accarezzarmi la cappella ancora per qualche istante mentre io mi contorcevo per l'estrema sensibilità della cappella dopo una venuta.

    "Ma sborri sempre così tanto?", disse guardandosi le tette
    "No, solo quando mi seghi tu!", risposi

    Si alzò e davanti a me si massaggiò le tette fino a far sparire la sborra. Come fosse una crema di bellezza.

    "Bene, è ora che andiamo a letto!"
    "Mamma, mi mostri la figa prima di andartene?"
    Si alzò la camicia da notte, si spostò le mutande e mi mostrò un ciuffo di peli nero e fitto. Un profumo di piscio e misto a qualcosa di dolce invase le narici.
    "Aprila!" dissi
    "Sei stato bravo, te lo meriti un regalino!", aprì le gambe e si aprì la figa con una mano. Il rosa umido del suo interno risaltava contro il nero del pelo, "forse un giorno ci entrerai!".

    Si risistemò e andò a letto.
    Sulla porta si girò per un ultimo "Dormi bene".

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    CITAZIONE (Aragorn @ 6/4/2009, 19:20) 
    Sono nato in provincia di Firenze e sono il più giovane di tre fratelli. Mia madre si chiama Laura, è una donna sexy e dolce e mio padre la mise incinta quand'era ancora una ragazzina. Partorì mio fratello maggiore, Enrico, all'età di 15 anni e un anno dopo diede alla luce mia sorella Ilaria. Papà la sposò solo prima del suo secondo parto.
    A 17 anni diede alla luce me, Stefano.
    Papà lavorava in un mulino. E' sempre stato un uomo metodico e tranquillo, voleva molto bene a mia madre e lei lo rispettava e l'amava.
    Nonostante ciò sentivo che c'era tristezza in fondo la suo cuore ma non riuscivo a capire il perchè.
    Mio fratello si cacciava continuamente nei guai mentre mia sorella era la "seria" del gruppo. Io ero quello che si poteva definire il chiacchierone del caso.
    Cercavo sempre di aiutare mamma per qualsiasi cosa e ciò mi permetteva di rimanere molto tempo con lei, di parlarle, di rompere la monotonia delle sue giornate e questo le faceva davvero piacere.
    Papà andava a lavorare la mattina e a volte tornava a casa molto tardi e ubriaco.
    Vidi anno dopo anno spegnersi la scintilla del loro matrimonio. Non che non si amassero, scherzavano e si prendevano in giro ancora come dei ragazzini ma... quel romanticismo che aveva caratterizzato i primi anni del loro matrimonio era ormai solo un ricordo.
    All'epoca lavoro part-time, nel pomeriggio dopo la scuola, per arrotondare il reddito familiare e per questo avevo pochissimo tempo per socializzare. In genere la sera aiutavo mia madre a lavare i piatti e quando il resto della famiglia andava a dormire io mi sedevo la tavolo della cucina e le tenevo compagnia. sapevo che a lei faceva piacere e col passare degli anni divenimmo molto intimi. Mi abbracciava spesso dicendomi che ero la luce della sua vita anche quando iniziai a dimostrare più dei miei anni.
    A un certo punto cominciai a guardare mamma sotto una luce diversa.
    Era una donna terribilmente arrapante. Aveva capelli scuri e lunghi fino alla vita e nonostante le tre maternità le sue misure erano da top model 102-68-95, era alta 1 metro e 72 e aveva due occhi di un meraviglioso azzurro brillante.
    Quando parlavamo, in genere ci raccontavamo anche i segreti personali. io le parlavo delle mie amiche, di ciò che mi piaceva di loro e ciò che mi dava fastidio mentre lei mi raccontava del suo passato, di prima che sposasse papà. C'era un pò di nostalgia nella sua voce, per quei giorni di spensieratezza perduti per sempre ma non si era mai pentita del suo matrimonio.
    Ora aveva le cose più importanti della sua vita, un marito Adv e dei figli.
    Un pò alla volta cominciai a capirla e di conseguenza, a desiderarla.
    Iniziai quasi inconsapevolmente a farle i complimenti ogni qualvolta indossava abiti eleganti o abbastanza leggeri e scollati da mostrare qualche curva di troppo. generalmente reagiva arrossendo leggermente.
    Presi l'abitudine di lasciarle sul suo comodino biglietti di complimenti e di farle recapitare mazzi di fiori con dedica.
    Presi l'abitudine di rimanere a casa tutte le domeniche sera per guardare un film in videocassetta dopo cena. Per me quella era la nostra "notte fuori". Mio fratello da quel momento mi chiamò "moscetto". Non me la presi più di tanto.
    Sul divano potevo appoggiarmi alla spalla di mia madre e tenerla per mano senza imbarazzo e non ci avrei sicuramente rinunciato a causa sua.
    Nel giro di poche settimane iniziai a metterle un braccio dietro le spalle alchè lei trovò naturale appoggiarsi a me. Spesso, dopo il film, uscivamo fuori a guardare incantati le luci lontane di Firenze.
    "Stefano" disse un giorno "io credo che dovresti uscire con qualche ragazza della tua età. Non è giusto che monopolizzi tutta la tua attenzione"
    "mamma" risposi senza pensarci tanto "tu sei la mia ragazza. Ho provato ad uscire con le altre ma non posso fare a meno di pensare a te"
    Sobbalzò indietro sorpresa, mi guardò poi volse lo sguardo lontano, in silenzio.
    "mamma... forse ho detto qualcosa che ti ha preoccupata..."
    "credo che sia meglio per tutti e due evitare di rimanere insieme da soli" disse dopo un intervallo interminabile.
    Maledissi mentalmente me stesso per quello che avevo detto ma ormai era inutile piangere sul latte versato, tanto valeva insistere.
    "Mamma, mi dispiace di averti offesa ma credo che tu abbia capito che non sono uno spiantato. Mi sono innamorato di te e farei qualunque cosa pur di farti felice, non sto scherzando."
    Continuò a stare in silenzio poi mi guardò malinconicamente.
    "Non è colpa tua, Stefano, ma mia. Non avrei dovuto legarti tanto a me... ma mi sentivo così sola..."
    "mamma, io... io vorrei che non fosse mai accaduto ma ti giuro che da quando me ne sono reso conto sono felicissimo di essermi innamorato di te."
    "smettila di essere così sfacciato, Stefano! sono una donna sposata!"
    "Mamma" replicai disperato "non ti sto dicendo stupidaggini, non posso rinnegare i sentimenti che provo per te. Ti prego, considera seriamente quello che ti ho detto."
    Abbassò la testa e iniziò a piangere. per me vederla in quello stato era una pugnalata al cuore. La tirai verso di me e l'abbracciai forte.
    "forse è meglio se rientriamo" singhiozzò lei.
    Dopo quella sera il nostro rapporto scese sottozero. Anche supplicandola non volle più saperne di trascorrere le serate con me e continuava a ripetermi che dovevo trovarmi una ragazza della mia età. Questo per un intero mese.
    Quando papà si accorse di questo cambiamento nei nostri rapporti chiese a mamma perchè non venisse più con me al cinema. lei scosse la testa e gli chiese perchè non era lui a portarla fuori.
    "tesoro, lo sai che lavoro tutta la settimana e che la domenica è il mio unico giorno libero. Almeno quello vorrei passarlo a casa a rilassarmi..."
    Papà era di nuovo ubriaco. Quella sera la loro discussione degenerò in un litigio e si concluse con mamma che uscì dalla stanza sbattendo la porta.
    Il martedì successivo, papà, mio fratello e mia sorella erano usciti e così chiesi di nuovo a mamma di uscire con me.
    Rimasi quasi senza fiato quando la vidi far cenno di si con la testa. L'abbracciai forte e le accarezzai la testa pregando che da quel momento il nostro raporto potesse incanalarsi su una corsia favorevole. Le accarezzai dolcemente le spalle e scesi con le mani fino al culo. Glielo palpai senza pudore e non ricevetti alcun segnale di rifiuto. la guardai negli occhi.
    "mamma, io ti amo e non posso farci nulla" curvai il mio viso verso il suo e la baciai sulle guance, sul collo e poi sfacciatamente poggiai la bocca contro le sue calde labbra. da quella sera, mamma mi ringraziava per i fiori che le facevo avere con un bacio sulla guancia e quando eravamo soli accettava senza problemi di abbracciarmi e nel mentre, di farsi accarezzare il culo apertamente. Nei giorni che precedettero la domenica mamma aveva cambiato completamente atteggiamento con me e quando mia sorella le chiese come mai, lei rispose che nel fine settimana sarebbe venuta a cinema con me.
    Quella fatidica sera mamma indossò un abito aderentissimo perfettamente modellato da culo e mammelle. Mi sentivo vinto nell'ammirare tanta bellezza racchiusa miracolosamente in un unico bollente corpo femminile. Quella sera fui oggetto di decine di sguardi di uomini invidiosi. Il film era un romanzo sentimentale e, come sempre, abbracciai mia madre e lasciai che si appoggiasse contro la mia spalla. Come un mese fa ci ritrovammo più tardi ad ammirare Firenze di notte.
    "Stefano, grazie per la tua pazienza e grazie per la meravigliosa serata"
    "mamma, ti offendi se quando stiamo da soli ti chiamo Laura?"
    Lei sorrise tranquilla "puoi farlo, figlio mio"
    "stanotte sei terribilmente arrapante, Laura"
    Mamma arrossì e le sfuggì al tempo stesso una breve risata "Stefano! Se non fossi mio figlio penserei che stai cercando di sedurre tua madre!"
    "è quello che sto facendo"
    "Oh, Stefano, per l'amor del cielo! Io sono innamorata di tuo padre!"
    "Lo ami davvero? Lui ti trascura ormai da anni e tu stai soffrendo tantissimo. Dammi almeno un'opportunità, posso farti felice!"
    Mamma fece una lunga pausa poi rispose quietamente " è meglio se torniamo a casa prima di combinare qualcosa di cui potremmo pentirci per il resto della vita"
    "mamma, mi dispiace ma tu... tu sei così bona che non riesco nemmeno a controllare quello che dico. Per molto tempo ho desiderato tu non fossi mia madre così da poterti corteggiare più facilmente"
    Mi accorsi subito che i miei complimenti avevano fatto un certo effetto. Sembrava molto compiaciuta. Ero certo che papà non glieli avesse mai fatti di così audaci.
    Mi accarezzò una guancia. "io sono strafelice che tu sia mio figlio. Sii sincero, pensi davvero che io sia tanto bella?"
    Le risposi stringendola sul mio petto.
    "Si, Laura. Se dovessi scegliere tra te e cento fotomodelle non avrei dubbi, tu sei la ragazza più bella del mondo" e improvvisamente la baciai.
    Mamma non si ritrasse ma rimase passiva e rigida tra le mie braccia. Continuai a baciarla con aumentata passione finchè non notai le prime crepe nella sua armatura. Incoraggiato continuai ad insistere, a baciarla sul viso, sul collo e soprattutto sulle labbra finchè, con un timido tentativo, bussai con la lingua sulla sua bocca e lei schiuse le labbra.
    Mi sembrava di aver raggiunto il paradiso quando lei, all'improvviso si discosta di qualche centimetro.
    "Stefano... stiamo facendo tardo, torniamo a casa"
    La presi per mano e sulla via del ritorno appoggiò la testa sulla mia spalla, per dimostrarmi, credo, che non ce l'aveva con me e non era affatto arrabbiata.
    A metà strada la tirai verso di me, in un vicolo quasi buio e ripresi a baciarla. Le scostai dolcemente una spallina liberando una delle sue grosse tette. Erano anni che non gliele vedevo e nonostante la loro forma fosse più che evidente sotto quella leggera stoffa attillata, poterle ammirare in tutto il loro splendore, areola e capezzolo compresi, mi fece ribollire il sangue nelle vene.
    "Non credo che dovremmo farlo, Stefano"
    Non le diedi retta, continuai a insistere sulle labbra, a palparle le mammelle e a pizzicarle i capezzoli. capii che stava per cedere quando le si indurirono i capezzoli e iniziò a gemere apertamente. Ma ancora una volta si divincolò. "Smettila, sei troppo sfrontato! Portami a casa"
    "va bene, Laura" risposi. La mia delusione era smorzata solo dal fatto che mamma non sembrava adirata e che si lasciò tranquillamente accarezzare le mammelle ancora per qualche secondo prima di risistemarsi l'abito.
    A casa l'atmosfera era quieta. Era molto tardi e sicuramente si erano addormentati tutti da un bel pezzo. Lasciai che mi precedesse sui gradini così da poterle accarezzare più facilmente le cosce nude.
    "Smettila, potrebbero vederci!"
    "Stanno dormendo tutti e io ti amo. Non posso fare a meno di baciarti e accarezzarti. Non posso, mamma, credimi, è più forte di me"
    "Anch'io ti voglio bene ma sono una donna sposata e nonostante tutto, amo ancora mio marito!"
    "Laura, tutto quello che stiamo facendo e baciarci e toccarci. Io non vedo cosa ci sia di tanto pericoloso in questo!"
    "Piccolo mio, qualcuno potrebbe svegliarsi e scendere per le scale a vedere... e ci potrebbe vedere mentre... capisci?"
    "Allora ti porterò nella mia stanza e chiuderemo la porta a chiave. papà è sicuramente ubriaco e non si accorgerà della tua assenza."
    Mamma rimase in silenzio per qualche secondo poi, col cuore in festa, la vidi accennare positivamente col capo.
    "Aspettami lì. Io andrò a controllare tuo padre."
    Mi avviai eccitato in camera mia, con la mente in subbuglio e sulle mani il ricordo della consistenza e del calore delle cosce di mamma. Improvvisamente la porta della mia camera da letto si aprì e mia madre entrò chiudendosela alle spalle. Si avvicinò con un atteggiamento vagamente complice e disse con una nota di disgusto "mio marito si è addormentato ubriaco come sempre."
    "Stefano... io non credo che dovremmo farlo, non mi sembra giusto." si avvicinò di più al mio orecchio e bisbigliò imbarazzata "non l'avevo mai tradito fino ad ora"
    "ne ero sicuro, mamma ma tu devi avere fiducia in me. Non ti farei mai del male! Ti amo come non ho mai amato nessuna prima!"
    "ah, Stefano..." sospirò timidamente e mi baciò sulla guancia. La distesi sul letto e cominciai a baciarla. Più l'intensità dei miei baci aumentava più aumentava di conseguenza l'eccitazione di Laura al punto che divenne una sensazione quasi palpabile. le mie mani le esploravano tutto il corpo, passando rapidamente dalle tette al culo. Le abbassai di nuovo le spalline senza notare alcuna opposizione da parte sua e per timore che potesse cambiare atteggiamento glielo sfilai giù fino all'altezza delle mutandine.
    "Stefano... che direbbe tuo padre..."
    Le chiusi la bocca con un bacio. Le mammelle, morbide e sexy, schiacciate contro il mio petto. Gli presi un capezzolo in bocca e iniziai a succhiarlo e a leccarlo.
    "Io non posso vivere senza di te, mamma. So che dovrei sentirmi colpevole verso papà, ma in realtà non me ne frega un cazzo. Ti desidero da impazzire." Assaggiai con la lingua il gusto salato di ogni centimetro del suo corpo nudo mentre lei respirava ormai a fatica. Mentre le baciavo l'ombelico azzardai una mano sotto la gonna e la sentii irrigidirsi un pò solo quando raggiunsi il sottilissimo tessuto delle sue mutandine. portai il viso all'altezza del suo cercai le labbra e le infilai la lingua in bocca. in risposta lei si rilassò e allargò le cosce.
    Non riuscivo ancora a crederci. Mamma, la donna dei miei sogni, la stessa che aveva partorito mio fratello, mia sorella e me, desiderava che la chiavassi. Le accarezzai la vagina attraverso gli slip mentre lei colava dolcemente umori e gemeva estasiata. Smisi per un istante di masturbarla, ma solo per tirarle giù definitivamente l'abitino, poi mi spogliai rapidamente e mi tirai giù i boxer. Ero in piedi sul letto, col cazzo duro come una sbarra di ferro. Mi inginocchiai e le baciai le mutandine. ormai solo quelle separavano la mia bocca dal caldo solco materno.
    Inalai profondamente inebriandomi dell'aroma dei suoi succhi intimi mescolati al pungente profumo di orina. Una parte dei peli erano rimasti scoperti e io benedissi l'elegante abbondanza del suo ciuffo pubico. Agganciai l'elastico degli slip con le dita e iniziai a tirargliele giù. Improvvisamente mamma mi fermò le mani.
    "No, non dobbiamo farlo!" disse "non voglio tradire mio marito!"
    "cazzo, mamma! Io ti amo! Tu sei la donna più bella e dolce del mondo, quel coglione non ti merita! So che è insolito per una mamma e per suo figlio essere sessualmente coinvolti ma quando si ama è normale far l'amore!"
    "ma... se qualcuno ci scopre mentre ci accoppiamo?"
    "Possiamo solo cercare di essere prudenti. In fondo a nessuno frega niente di noi."
    "Ma..." la baciai prima che potesse completare la frase. Baciai i suoi occhi, i suoi capelli e, ancora una volta, le sue irresistibili labbra. E per la prima volta mamma accettò l'invito e rispose al mio bacio con intensità ancora maggiore della mia. Per la prima volta le nostre due lingue danzarono appassionate in un vortice fantasioso di passi smozzicati e frenetici, in un lago di saliva, fino a raggiungere il cuore stesso della passione, punta contro punta, quasi immobili, ad occhi chiusi. Come in trance le abbassai le mutandine e lei mi aiutò andando prima una gamba e poi l'altra per permettermi di gettarle via, sul pavimento. Mi staccai dalla sua lingua per ammirarle la fica nuda ma per istinto, mamma se la coprì con le mani. Gliele scostai delicatamente ma con fermezza e guardai lo splendente groviglio di peli scuri che incorniciavano il suo luogo più puro.
    Mi spinse il viso contro il suo seno e mi strinse forte tra le sue braccia mentre io le succhiavo un capezzolo.
    Allo stesso tempo, incoraggiato dal fatto che mi aveva aiutato a toglierle le mutandine, le infilai un dito nella sua sacra femminilità. Mai, neanche nei miei sogni più audaci avrei mai immaginato che un giorno mamma mi avrebbe consentito di farlo. Era già molto lubrificata quando mi abbassai tra le sue cosce e presi a leccarle e mordicchiarle la fica inebriato dal profumo dei suoi ormoni. Misi le mani ai lati della sua fenditura e tirai verso l'esterno aprendole la vagina. Mi persi nella più profonda intimità di mia madre, un luogo che aveva conosciuto solo quell'idiota di mio padre - e il solo pensiero mi riempiva di gelosia - e osservai quel piccolo buco rosa attraverso il quale faceva pipì. Glielo leccai. Leccai tutta la dolce carne circostante beandomi del ricco sapore che gustavo. Spostai la mia attenzione al clitoride e immediatamente mamma lanciò un urlo di piacere.
    Che ci sentissero pure, che entrassero e vedessero che significa amarsi davvero. Non me ne importava nulla del resto del mondo, ero felice.
    Le ficcai prepotentemente un dito nella fica e iniziai a stantuffare dentro e fuori finchè non mi sentii la mano completamente fradicia di lubrificante vaginale e la sentii irrigidirsi. Ebbe un fremito, poi un altro e non ci voleva certo un esperto per capire che stava per godere.
    Un solo sospiro, lunghissimo, a occhi chiusi mentre con le mani mi teneva la testa schiacciata tra le sue cosce.
    "E' stato bellissimo, Stefano" bisbigliò " non ho mai provato un orgasmo così... così intenso!"
    "Farti godere era il sogno della mia vita, mamma. Oddio, sei talmente bona che io... non so che farei per te, ti mangerei!"
    "Pensi davvero che sono... che sono bona?"
    "Si, Laura"
    Mamma mi tirò verso di lei e mi baciò, infilandomi la lingua in bocca. Al tempo stesso mi prese il cazzo in mano e iniziò a strofinarselo contro l'apertura vaginale.
    "Mamma, ti amo"
    Lei allargò le cosce in segno di tacito assenso e avvicinò la mia testa di cazzo al suo orifizio vaginale. la guardai profondamente negli occhi quando iniziò a spingere la mazza dentro di sè. Avevo un cazzo abbastanza grosso per la mia età, circa 19 centimetri di lunghezza e 11 di circonferenza, ma quella vulva si aprì come un petalo. Mamma diede un colpo secco, da donna esperta, e il mio uccello scivolò completamente nel suo canale dell'amore. la stretta dei muscoli vaginali era sorprendentemente forte a dispetto dei suoi tre parti. la lussuria con cui mi guardava mentre mi imprigionava il cazzo mi mandò in estasi.
    "Spingi, figlio mio! Pompa dentro tua madre!" gridò senza più freni inibitori.
    Iniziai a fottermela con una furia mai sperimentata prima. Il suo corpo veniva letteralmente spostato ad ogni colpo. Iniziammo a regolare il ritmo solo dopo i primi 5 o 6 minuti quando anche mamma accompagnò i miei movimenti e sembrava che ci stessimo fottendo l'un l'altro.
    Con la punta del cazzo riuscivo a sentire la bocca dell'utero, mi lasciai andare mentre lei si irrigidì e mi afferrò il culo.
    "Grazie, mammaahh..."
    Eiaculai nel suo utero. le scaricai tanto di quello sperma che a un certo punto iniziò a schizzare fuori dalla vagina.
    Rimanemmo uno sull'altra, immobili e sudati a baciarci mentre l'eco dei nostri orgasmi risuonavano ancora intorno a noi.
    "Laura..."
    "quando mi fotti chiamami mamma, ti prego. Mi eccita da morire."
    Avevo ancora il cazzo dentro mia madre e in breve mi sentii di nuovo arrapato. Tornai a pompare dolcemente e la seconda sborrata fu più dolce e sembrava anche più appropriata alla tenerezza del momento. naturalmente anche stavolta le lasciai la crema nell'utero.
    "Stefano..." disse dopo quell'ultima romantica chiavata "tu sei un maestro del sesso... non avevo mai goduto tanto con tuo padre, non riesco nemmeno a ricordare l'ultima volta che sono venuta con lui."
    Sorrisi orgoglioso. La mia prima scopata con mamma era stata migliore di tutte quelle che aveva fatto con suo marito.
    "non è merito mio, è solo perchè ti amo tantissimo"
    "figlio mio, questo è stato il miglior orgasmo della mia vita" insistè lei.
    "Dolcetto, ora devo tornare nel letto matrimoniale. Non voglio che domattina ci trovino abbracciati nudi."
    Ci scambiammo un bacio dolcissimo poi mamma mi chiese un fazzolettino di carta per potersi pulire la vagina e quando gliene passai un paio le fece in piedi, davanti a me, senza pudore.
    "Laura, posso tenermi le tue mutandine?"
    "Un ricordo della tua conquista?" chiese maliziosa.
    "si"
    "Solo se prometti di non mostrarle a tuo fratello e a tuo padre. Devi tenerle ben nascoste"
    Raccolse frettolosamente i suoi panni e scivolò furtiva fuori dalla stanza. Io mi sentivo appiccicoso di liquidi sessuali e l'ultima cosa che ricordai erano le mutandine di mamma che tenevo schiacciate tra il viso e il cuscino.
    Il mattino dopo, a tavola, mamma evitò il mio sguardo. pensai di averla offesa in qualche modo e quando ero ormai pronto per andare a scuola, entrò in camera mia.
    "Stefano, noi due dobbiamo parlare"
    "Che c'è che non va, mamma?"
    Arrossì.
    "Non dobbiamo fare mai più quello che abbiamo fatto stanotte"
    Prima che potessi aprir bocca mi fece cenno di aspettare.
    "mio dolce amore, stanotte sei stato un amante meraviglioso, il migliore che si possa sognare ma io non avevo mai tradito mio marito e non voglio che accada di nuovo."
    "Laura..." la strinsi tra le mie braccia "io ti amo e so che anche tu mi ami. Dammi un'altra possibilità!"
    Si liberò del mio abbraccio e scosse le testa.
    "mamma, io non smetterò mai di amarti e non smetterò mai di corteggiarti."
    Mamma lasciò la mia stanza in lacrime e dopo quel momento le cose per noi peggiorarono. Nonostante la sua evidente infelicità, non voleva più tornare indietro. Poi accadde una cosa strana.
    Cominciai a frequentare una ragazza che passava di fronte casa mia tutte le mattine e non potei fare a meno di notare che il comportamento di mia madre era diventato quello tipico di una donna gelosa.
    "Stefano, io penso che Lisa non sia la ragazza giusta per te."
    "se non ti conoscessi bene potrei pensare che sei gelosa..."
    "Come potrei mai essere gelosa di quella stracciona!?" abbaiò
    "penso proprio di si, invece." dissi uscendo di casa prima che potesse replicare qualcosa.
    Ero felice di vederla tanto gelosa. Mi faceva sperare in un futuro, almeno.
    Il futuro arrivò prima di quanto immaginassi. Due settimane dopo il nostro piccolo litigio, mamma si avvicinò e mi chiese:
    "Ti andrebbe di portarmi fuori a cinema questo fine settimana?"
    "Si, mamma! Tantissimo!!"
    I giorni che ci separavano dal nostro appuntamento li passai in una sorta di trance. Contavo i minuti che ci separavano dal momento in cui mi avrebbe permesso di sfiorarle una mano e, magari, le tette e il culo. E ricominciare tutto da zero.
    L'abito che aveva scelto per quella sera era indescrivibile. Fasce nere di tessuto impalpabile che avvolgevano il suo corpo come cellophane, alternate a righe sottili bianche e a bande larghe quanto quelle nere di totale nude-look che l'aveva costretta a rinunciare alle mutandine. Riuscivo a vedere perfettamente il suo ombelico e perfino qualche pelo pubico ribelle. La trasparenza si ripeteva anche all'altezza dei capezzoli, negati al mio sguardo solo grazie a una mantellina coordinata, abbottonata al centro ma che non impediva nè a me nè a nessun altro di ammirare il dolce e frizzante culo. Le sue cosce erano quasi completamente scoperte e incontravano l'abito solo per 10-12 centimetri.
    Dopo il film guidai verso un luogo appartato e mi fermai. L'abbracciai disperatamente e cominciammo a baciarci. Le mani su tutto il corpo, il respiro affannoso, il sudore e gli sguardi d'intesa.
    Dopo un'ora tornammo a casa.
    "Và in camera tua e aspettami. Vado a controllare mio marito" bisbigliò.
    sembrava di rivivere un'antica scena.
    Mi spogliai mi infilai a letto e feci posto a mia madre appena entrò. Stavolta non chise nemmeno la porta, si sfilò il vestito e si distese sul mio corpo. Ci baciammo dolcemente mentre lei afferrò il mio cazzo e se lo sistemò contro l'apertura vaginale, mi diede un bacino sul naso e lo lasciò entrare. Io la presi per le chiappe e iniziai a fottermela.
    Ci rotolammo, tra gemiti e dolci frasi. Ci amammo con una passione disperata mentre il tempo sembrava esseri annullato. Venne nel preciso momento in cui schizzai dentro di lei.
    "cielo... avevi le palle piene di sperma... ne hai scaricato talmente tanto che mi sento piena, amore mio"
    "Mamma, grazie per aver cambiato idea"
    "io... io mi sono sentita perduta quando ti ho visto uscire con quella stupida"
    "Stai parlando di Lisa?"
    "Si, lei! ho capito di essere gelosa e che ti amo più d'ogni altra cosa al mondo."
    "Come uomo"
    "Si, non solo come figlio ma anche come il mio ragazzo"
    "Mi ami più di Papà?"
    "Io voglio molto bene a tuo padre ma non lo amo. Una volta credevo d'amarlo ma da quando vengo a letto con te ho capito che non è così."
    "Tu hai fatto di me l'uomo più felice del mondo. Non ho intenzione di dividerti con nessuno, neanche con papà. Tu appartieni solo a me. Il tuo corpo è mio. Ti voglio sempre nuda tra le mie braccia e voglio fotterti per sempre."
    "ma sai che sei proprio uno sporcaccione? ti amo tanto, però... senti Stefano, voglio che questo rimanga il nostro segreto. Sarò per tutta la vita la tua puttana, sempre nuda e porca, ma dobbiamo essere prudenti. Non voglio che mio marito ci scopra, gli si spezzerebbe il cuore."
    "Lo so, Laura."
    "fottimi, figlio mio."
    Chiavammo per due ore consecutive e io mi scaricai due volte nell'utero di mia madre. Ero stanco e lo era anche lei ma nel suo cuore si sentiva in colpa verso di me, per avermi costretto a tante difficoltà in questi mesi. Iniziò a baciarmi il corpo e quando raggiunse il cazzo semieretto, se lo infilò tutto in bocca. Era dolcissima perchè sembrava non averlo mai fatto prima, ma in fondo si rivelò un pompino abbastanza gradevole e naturalmente, ingoiò tutto lo sperma.
    Da quel giorno abbiamo sfruttato tutte le opportunità che ci si presentavano. Tutte le volte che rimanevamo da soli avevamo rapporti sessuali e col passare dei giorni, mamma sembrava sempre più insaziabile. Quando le toglievo le mutandine era immancabilmente bagnata e fui molto orgoglioso di sapere che lei si bagnava solo a pensare a me.
    Eravamo talmente innamorati che a volte eravamo anche disposti a rischiare un pò. Una volta, mentre tutta la mia famiglia era in soggiorno, vidi mamma andare in bagno. la seguii silenziosamente e notando che aveva solo accostato la porta, sbirciai curioso.
    Stava facendo pipì. Strabuzzò gli occhi dalla sorpresa quando mi vide entrare ma non disse nulla per paura ci potessero sentire. Era deliziosa in quella posizione. Presi un pò di carta igienica e gliela passai dal buchino posteriore fino alla morbida vagina. Ne presi un altro pezzo e le pulii la fica più in profondità, fermandomi ad assaporare per qualche istante le sensazioni che provavo.
    "potrebbe entrare qualcuno!" bisbigliò, ma io la ignorai. le feci appoggiare la schiena contro il muro e, sempre seduta sulla tazza ma a cosce aperte, me la chiavai sborrando dentro di lei.
    "mamma, non voglio che ti pulisca. Devi tenere la fica sporca della mia sborra tutto il giorno." le dissi tranquillo.
    "ma potrebbe gocciolare a terra..."
    " A ogni goccia che vedrò cadere, ti amero mille volte di più"
    Per tutto il pomeriggio Laura girò per casa con un rivolo sottile di sperma che le colava da una coscia e nessuno ci fece caso.
    Una notte mi svegliai di soprassalto con una terribile voglia di penetrare mia madre. Entrai carponi nella stanza da letto dei miei e la scossi leggermente per farla svegliare. Papà era ubriaco come al solito, quindi il rischio non era molto alto. Lei sembrava un angelo, ornata solo della sua vestaglietta di seta. Le dissi che la volevo subito in camera mia e mi allontanai.
    Due minuti dopo era nella mia stanza. La spinsi sul letto e la spogliai senza troppi complimenti.
    "Stefano! Di notte ho bisogno di dormire e inoltre venire nella mia camera da letto è stata una mossa molto stupida e pericolosa!"
    le infilai la lingua in bocca per farla tacere ed entrai dentro di lei, pistonando furiosamente, come non lo facessi da secoli.
    Quando la lasciai andare era una donna soddisfatta. Per due anni continuammo a scopare di nascosto e qualche volta passavamo dei fine settimana a fottere in qualche hotel. papà non sospetto mai nulla. Anzi, credo che lui fosse contento di non avere sempre sua moglie tra i piedi a dirgli di smettere di bere.
    Il nostro amore nel frattempo non aveva smesso di crescere, così mamma non potè far altro che chiedere il divorzio da papà e venire a vivere con me, lontano da casa. Ora ci comportiamo tranquillamente come marito e moglie e mamma si è adeguata a vivere in perenne stato di eccitazione, come volevo io. la bacio l'accarezzo e la spoglio quando mi pare e me la fotto almeno due volte al giorno. Ha trovato anche un buon lavoro d'impiegata e siamo terribilmente felici.
    "Mamma" le dissi un giorno "voglio metterti incinta."
    "amore, non possiamo! i nostri familiari potrebbero venire a saperlo e poi chi si prenderebbe cura del bambino? Tu vai all'università e io lavoro..."
    "beh, per i parenti...in fondo li vediamo una volta tanto e penseranno che sia stato un incidente con un amante di passaggio, per il bambino me ne occuperò io quando sei al lavoro."
    Mamma era dubbiosa ma alla fine diede il suo assenso.
    Provai un immenso piacere nell'ingravidarla. ora abbiamo una bambina bellissima e lei, felice di questo primo successo mi ha chiesto di farle partorire altri figli. Ora è di nuovo in stato interessante ma non per questo rinunciamo ad accoppiarci, anzi, continuiamo a farlo con sempre maggiore passione. Purtroppo però la nostra storia finisce qui, perchè le parole non riescono più ad aiutarmi, non sono più in grado di esprimere l'apice di felicità che io e mamma abbiamo raggiunto ma la lascio alla vostra immaginazione....

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2 replies since 6/4/2009, 20:20
 
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