La mia sorellina Mariella

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  1. Mr.ShikaHack
     
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    Sono un ragazzo di 17 anni, faccio parte di una bella famiglia: padre, madre e due figli, io e mia sorella Mariella, più piccola di me di un anno.
    I miei genitori lavorano nel campo delle assicurazioni ed ogni mattina vanno via da casa alle 7,30. Anche noi figli usciamo presto per andare a scuola.
    La nostra casa non è grande ed io e mia sorella dormiamo nella stessa camera. Finora non c’erano stati problemi ma adesso mia sorella è cresciuta è s’è fatta bona. Com’è che i nostri genitori non capiscono una cosa così semplice: maschio e femmina non possono stare nella stessa camera, fratelli o non fratelli.
    Mia sorella si veste e si spoglia quando io non sono in camera, o nel bagno, oppure mi dice di voltarmi dall’altro lato. Io ubbidisco. Però, vivendo nella stessa stanza, qualche sbirciatina l’ho data e so com’è fatta.
    E’ una bella ragazza , capelli castano chiari, bel viso ovale, occhi verdi, una bella bocca ed un bel sorriso, tette piccoline e tese, belle cosce tornite ed un bel culo (ha preso da mia madre). La fica l’ho appena intravista, non è rasata ed ha bei peli di color castano.
    L’altro giorno rimanemm osoli in casa perché per noi era festa a scuola, ma non per i nostri genitori.
    Ci svegliammo tardi e cominciammo a scherzare come spesso ci accade. Simulavamo una lotta con le mani e mia sorella era molto più aggressiva di me e mi sfotteva dicendomi che era anche più forte.
    - Facciamo a spalleaterra – dissi – e vediamo chi vince?
    - Facciamo. – mi rispose.
    Cominciammo a studiare le mosse tenendoci a distanza con le braccia. Mia sorella cercava di farmi uno sgambetto, ma io fui più lesto e l’atterrai. Mariella, per evitare di mettere le spalle a contatto del pavimento e quindi perdere la gara, si rigirò prontamente a pancia in giù. Io le fui addosso cavalcandola sulle cosce proprio vicino al suo culo.
    Sotto la camiciola da notte, leggera e quasi trasparente, si intravedeva il suo magnifico culo. Fu un attimo, non resistetti e le sollevai con forza la camicia mettendo a nudo quella meraviglia. Che culo che ha mia sorella: tondo, grande sodo, bianco e liscio come la pelle di un bambino. Mi avventai avidamente su quella meraviglia e comincia a baciarlo con voluttà.
    - Che cazzo fai, porco – disse mia sorella – finiamola subito che non è cosa.
    - Stai dove sei e non ti muovere, troietta, hai un culo fantastico. Non privare il tuo fratellino di tanta grazia.
    - Ma siamo fratello e sorella! Esclamò.
    - Ma io, fratello o non fratello, il cazzo c’è l’ho come gli altri ed il mio Adv
    s’è rizzato da morire.
    Così dicendo tirai fuori l’arnese e lo depositai sul bel culo della sorellina, proprio vicino al buco, che al contatto trasalì scotendosi un po’.
    - Pazzo criminale cosa stai facendo?
    - Ti sto inculando troietta – dissi. Le divaricai le chiappe e presi a bagnare il buco del suo culo con abbondanti getti
    di saliva.
    La troia cercava di divincolarsi e, facendo leva sulle braccia, tentava di alzarsi. Ma io stavo su di lei con tutto il mio peso mentre cominciavo a spingere il cazzo dentro il suo bel culo.
    - No, no. – Continuava a gridare la troietta, ma io inesorabile, spingevo sempre più dentro.
    Spingi che spingi avevo l’impressione che il buco si fosse dilatato e, d’altro canto, la saliva, di cui era abbondantemente irrorato, faceva da lubrificante. Diedi un gran colpo di reni ed il cazzo, sia pure con gran difficoltà, la penetrò interamente fino a che le mie palle vennero a contatto della rotondità del suo culo.
    - Ahi – urlò la poverina. Un grido di dolore autentico, ma anch’io m’ero fatto male. Un attimo
    di pausa e poi cominciai a chiavarla di buona lena. Andavo in estasi con quel cazzo che andava su e giù dentro la mia sorellina mentre le mie palle sbattevano ritmicamente contro il suo gran culo. Con la mano destra cercai la sua fica e le introdussi il dito indice masturbandola, mentre con la sinistra le afferrai una tetta massaggiando il capezzolo.
    Ad ogni colpo la troia gemeva, non saprei dire se di piacere o di dolore, ma io godevo immensamente.
    Cercavo di durare il più possibile, ma ad un certo punto non ce la feci più e sborrai dentro la mia sorellina che ebbe un sussulto ed un gemito.
    Restammo una diecina di minuti avvinghiati col cazzo ancora dentro il suo culo, poi mi staccai e, lentamente, la rigirai supina.
    La troia stava immobile e muta, senza dire una parola, gli occhi chiusi, le gambe leggermente divaricate.
    La guardai compiaciuto: era veramente bona mia sorella. Non potevo perdere quel ben di dio che avevo a portata di mano.
    Le sollevai d’un colpo la camicia da notte fin sopra la pancia mettendo completamente a nudo le sue grazie. Finalmente vedevo da vicino la sua fica. Piccola , con i peli color castano scuro non molto folti ma che le coprono parte del pube e arrivano giù ad incorniciare la sua fica fino al culo; la sua fessura non è grande ma neppure piccola.; le grandi labra sono carnose, nel complesso una bella fica. Prima che potesse dire o fare alcunché, misi il mio viso tra le sue cosce e con la bocca cominciai a sbavarle la fica penetrando la fessura con la lingua. Che buono odore di femmina che ha mia sorella: annusavo e sbavavo su quella fica mentre lei si dibatteva e gridava - Smettila porco, smettila porco, non ti è bastato quello che hai fatto? - No, che non mi era bastato. Mi sollevai un poco ed andai addosso a lei mettendogli il cazzo tra le cosce nel tentativo di penetrarla.
    - No, la fica, no, la fica no – gridava la troia. Ma era proprio la fica che io volevo.
    Lei si dibatteva con la conseguenza che il mio cazzo danzava velocemente tra le sue cosce
    mentre cercavo di tenerla ferma trattenendola per i polsi con le braccia sul pavimento.
    La troietta si dibatteva cercando di liberarsi dalla mia presa e gridava:
    - Sei un pazzo, lo dirò alla mamma. La fica no, la fica no. Non ti è bastato?
    - Non mi è bastato troia, dammi la fica troia, vedrai che ti piacerà.
    Sbatti e risbatti il mio cazzo capitò proprio sulla bocca della sua fessura e, senza che io facessi nulla di speciale, scivolò facile facile dentro quella fica, umida e calda, abbondantemente lubrificata dai suoi umori, segno che la troia, nonostante le apparenze, gradiva il contatto. Appresi così che non era vergine. A 16 anni l’aveva già provato!
    Cominciai a fotterla con voluttà mentre la baciavo sulla bocca e sul seno, La troia mi ricambiava ed ora non protestava più. Mugolava e gemeva sotto i miei colpi e se ne veniva in continuazione, almeno così a me sembrava.
    - Troia ti piace il cazzo? Le domandavo.
    - Mi piace, mi piace, si, si. Chiavami e sborrami, chiavami e sborrami dentro. Si dibatteva
    debolmente per accompagnare i miei movimenti e gemeva di piacere..
    - Mariella come sei bella, che bella fica che hai. Sei una magnifica troia!
    Dopo un po’ di quella ginnastica non riuscii più a trattenermi e la sborrai. Lei emise un gemito più forte del solito e si chetò un poco, Poco dopo ricominciammo perchè il mio cazzo s’induriva ancora e la troia non aveva nessun cenno di cedimento.
    “Troia, troia, che gran troia che è mia sorella e quanto e bello chiavarla. Mariella sei bona, sei una divinità. Il mio cazzo è tutto per la tua fica, bellissima troia”.
    Quando non ce la feci più, dopo ore, ci fermammo. Rimasi abbracciato a lei per un’altra mezzora, assaporando ancora le sue nudità dalle quali non volevo staccarmi. Poi mia sorella disse:
    - Maiale hai chiavato tua sorella. Lo dirò alla mamma e vediamo che succede.
    - Ed io le dirò che non eri vergine e vediamo che succede.
    - Allora facciamo silenzio. Dopo tutto devo ammettere che il tuo cazzo mi piace, mi piace proprio.
    Questo disse la troia di mia sorella.



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