La moda del momento trasforma la cucina in un 'atelier' del benessere e i grandi Chef mettono l’orto nel ristorante.

Il basilico ha perso il suo profumo? Le fragole a dicembre sanno di frigo? L’'idea di stagione' è quella di produrli 'in casa' e offrirli con servizio impeccabile. Menta, salvia, pomodori san marzano, erbe aromatiche e ortaggi: quello che è stato sempre un patrimonio italiano dato per scontato sta diventando in questi mesi un fenomeno di costume e di turismo. Ovviamente, dimentichiamoci di contadini e ambienti di campagna. Il trend è scattato a Hollywood! Tra le star è infatti scoppiata la Wellness Cucina mania, un’idea in realtà made in Italy, che invita a ritrovare il benessere grazie alla cucina e all’arte dei fornelli.
Se Gwineth Paltrow, Jessica Alba e Eva Longoria si divertono a sciorinare ricette rigorosamente 'italian style' un motivo ci sarà. Molto dipende dalle proprietà antistress che deriverebbero dal contatto diretto con i prodotti della terra: dall’attenzione nello sceglierli al rituale gesto di coglierli.
E se cucinare in casa è meglio di un programma di 'remise en forme', la ricerca di antichi sapori ha finalmente portato prestigiosi cuochi ad un passo dalla natura, fornendoci buoni motivi per uscire fuori a cena. Un esempio su tutti si trova ad Amsterdam. Un’antica serra destinata alla demolizione è stata scelta da Gert Jan Hageman, rinomato chef del Vermeer, come location ideale per realizzare il suo progetto. Decidendo di dare una svolta alla sua carriera ha cambiato il destino di questo palazzone di vetro, convertendolo in un’oasi del gusto, il De Kas. La cucina e il ristorante sono immersi tra verdure ed erbe aromatiche, ma non si tratta solo di suggestioni e panorama. Quei profumi e quei colori finiscono sul piatto dei clienti: il menu è davvero quello del giorno, e si basa principalmente su ciò che viene prodotto dai campi adiacenti.
Londra risponde in questi giorni con le prelibatezze proposte da Shane Osborn, il cuoco del Pied à Terre, famoso ristorante, due stelle Michelin, che si trova a Fitzrovia, il quartiere “gastrochic” della città. Tra il cemento dei palazzi, l’orto finisce sul tetto, dove sono state piantate 13 differenti erbe. Prezzemolo, timo e rosmarino, ma anche radicchio, ravanello e cipolla che già dalla prossima primavera daranno più gusto alle pietanze degli ospiti.
The owner of De Kas, Gert Jan Hageman, is in charge of the nursery.Anche in Italia non mancano soluzioni creative. E ‘ il caso dell’Open Colonna, un open Space di Design all’ultimo piano del centralissimo Palazzo delle Esposizioni di Roma, frutto dell’invenzione di uno Chef di fama internazionale come Antonello Colonna. Sulla terrazza del ristorante spunta un inatteso orto con oltre 35 varietà di piante. Visti i risultati, si direbbe che produrre melanzane, carciofi e carote sia un ottimo modo per incentivare la creatività negli accostamenti dei sapori.
Per chi si trovasse a girovagare nella campagna toscana meglio fare rotta sul ristoranteIl canto dell'Hotel Certosa di Maggiano, vicinoSiena: letteralmente a pochi centimetri dal locale si coltivano frutta, insalata e verdura sugli stessi orti utilizzati nel medioevo dai frati certosini, e con le stesse tecniche di allora. E che dire infine del ristorante Redibis nella residenza L’orto degli Angeli a Bevagna? Sulla splendida campagna umbra si affaccia un giardino pensile edificato sui resti di un antico teatro romano.
Nouvelle Cousine? Cucina destrutturata? A quanto pare è giunto il tempo dell’’orto “a bordo piatto”…
fonte