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Davanti a una folla di oltre quarantamila persone, don Carlo Gnocchi è stato proclamato beato dopo lo scoprimento dell'urna contenente il corpo e deposta sul sagrato del Duomo di Milano. Letta la formula di beatificazione firmata dal Papa, oltre all'urna è stato anche scoperto lo stendardo con l'immagine del sacerdote appeso sopra il portale del Duomo. In piazza, tra le autorità, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La figura di don Gnocchi è stata ricordata anche dal Papa dopo l'Angelus. Il Pontefice ha rivolto "uno speciale saluto alle migliaia di fedeli radunati a Milano, in Piazza del Duomo, dove stamani è stata celebrata la liturgia di beatificazione del sacerdote Don Carlo Gnocchi". Un uomo che "fu dapprima valido educatore di ragazzi e giovani. Nella seconda guerra mondiale divenne cappellano degli Alpini, con i quali fece la tragica ritirata di Russia, scampando alla morte per miracolo. Fu allora che progettò di dedicarsi interamente ad un'opera di carità. Così, nella Milano in ricostruzione, Don Gnocchi lavorò per restaurare la persona umana raccogliendo i ragazzi orfani e mutilati e offrendo loro assistenza e formazione. Diede tutto se stesso fino alla fine, e morendo donò le cornee a due ragazzi ciechi". "La sua opera - ha osservato il Papa - ha continuato a svilupparsi ed oggi la Fondazione Don Gnocchi è all'avanguardia nella cura di persone di ogni età che necessitano di terapie riabilitative. Mentre saluto il Cardinale Tettamanzi, Arcivescovo di Milano, e mi rallegro con l'intera Chiesa ambrosiana, faccio mio il motto di questa beatificazione: 'Accanto alla vita, sempre'". fonte  

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